Cultura gastronomica Greca
La posizione della Sicilia, al centro del mar Mediterraneo, ha rappresentato l’elemento costitutivo ed evolutivo per la storia e la cultura dell’Isola. In particolare è stata la vicinanza geografica con l’antica Grecia che ha rappresentato un nodo decisivo per gli sviluppi futuri di questa terra.
Un esempio lo si ritrova nella cultura gastronomica: la prima forma storica di cucina italiana, risale infatti ai tempi della Magna Grecia.
Alla comunità greca dobbiamo il primo trattato organico di carattere gastronomico, “Il cuoco siciliano”, composto da Miteco di Siracusa nel IV secolo a.C.
La cultura greca accordava un’enorme importanza all’arte della cucina, e ad aspetti ad essa collegata, quali l’ospitalità, la conversazione, la ritualità: il simposio ed il banchetto rituale era spesso occasione di dialogo, partecipazione sociale e non casualmente di riflessione filosofica, come si evince dalle opere di Platone. Quest’ultimo, operante alla Corte del tiranno di Siracusa Dionisio, nota come i siciliani amassero sedersi a tavola diverse volte al giorno.
Di quel periodo è anche il primo esempio di grande cuoco – artista conteso da ogni corte, il celebre Trimalcione e l’avvio addirittura di una scuola alberghiera a pagamento per la diffusione della tecnica di cucina siciliana la più evoluta di tutto il mondo.
E’ questo, indubbiamente, il periodo più incisivo sulla cucina siciliana. Dopo un lungo periodo di decadenza, almeno dal punto di vista gastronomico, sotto le dominazioni romana e bizantina, inizia un grande periodo di splendore.
Simboli della gastronomia siciliana che manifestano questo legame profondo tra storia e cultura sono il vino e l’olio.
La loro storia ha un inizio mitologico.
Mangiare pane con un filo d’olio è una tradizione gastronomica semplice e antichissima. L’ulivo, nella mitologia greca, è reputata una pianta sacra donata da Atena, tanto che sradicare una pianta di ulivo comportava l’esilio a vita. L’olio è dono di Aristeo, figlio di Apollo: in suo onore fu costruito un tempio a Siracusa.
Il vino è contemplato come simbolo di civiltà e di cultura. La vite è considerata dono di Dioniso, che dall’Attica portò la prima pianta in Sicilia. Durante il viaggio, fu messa nell’incavo di un osso di uccello, poi in quello di un leone, e infine – dato che cresceva -, dentro un osso di asino. Arrivati in Sicilia, fu piantata a Capo Schisò, vicino Taormina. Tra i primi luoghi di coltivazione vi furono le colline intorno a Capo d’Orlando, dove i siciliani e i greci produssero i vini più antichi della Sicilia.




