Un po’ di storia
La Sicilia è stata sempre un luogo dove popoli di razza, religione e lingua diversa si sono incontrati e scontrati, lasciando nell’isola delle tracce significative. Fenici, Greci, Romani, Arabi, Normanni, Spagnoli hanno arricchito la Sicilia di insediamenti urbani, di monumenti e di vestigia del passato che fanno dell’isola uno dei luoghi privilegiati dove la storia può essere rivissuta attraverso le immagini dei segni che il tempo non ha scalfito e ha tramandato sino ai nostri giorni.
I Greci
I primi abitanti dell’isola furono sicani, elimi, ausoni e siculi. Ma è soltanto con l’arrivo dei colonizzatori greci che la Sicilia entra nella Grande Storia fondando la prima colonia, quella di Naxos nel 735 a.C. Gli anni seguenti sono caratterizzati da un susseguirsi di insediamenti di coloni che determineranno gli sviluppi futuri della Sicilia in termini di lingua, cultura ed arte. L’interessante storia archeologica della Sicilia greca è testimoniata da singoli centri straordinariamente ricchi di monumenti, sculture, ceramiche e serie numismatiche risalenti all’arcaismo dorico. Tra l’VIII e il V sec. a.C. fioriscono infatti grandi centri quali Tindari, Milazzo, Palermo, Solunto, Siracusa, Agrigento, Megara ed Enna.
I Romani
La storia della cultura occidentale vive un momento di svolta nel III sec. a.C., quando la civiltà greca entra per la prima volta in contatto con Roma. Furono i Romani che sottomisero le colonie greche e che con le guerre puniche acquisirono anche quella cartaginese. Da allora l’isola seguì le vicende di Roma, divenendone una provincia indispensabile per la politica e per l’economia. Sotto il dominio di Roma, infatti, la Sicilia svilupperà enormemente la sua agricoltura e vivrà in una pace sostanziale per secoli. Testimonianze di questo periodo sono le città di Catania, Taormina, Tindari e Piazza Armerina.
Gli Arabi
Nell’827 d.C gli arabi sbarcarono a Mazara ed in 100 anni conquistarono l’isola. L’occupazione araba non fu certo indolore e come ogni atto militare trascinò dietro distruzioni e disordini. I nuovi conquistatori, ottenuto il possesso dell’isola, si rivelarono però clementi: alcune città rimasero, almeno virtualmente, indipendenti e la libertà di religione venne in qualche modo assicurata. La politica economica dei musulmani determinò una fioritura del commercio e fece della capitale Palermo, una grande città. Come centro cosmopolita, Palermo si riempì di orti e giardini meravigliosi, grazie alle progredite tecniche di ingegneria idraulica di cui gli arabi furono maestri. Oltre all’agricoltura sotto gli arabi furono cospicue anche l’industria della pesca, dell’estrazione dei metalli, delle manifatture tessili.
I Normanni
Il 1060 fu l’anno dei Normanni. Compito dei nuovi conquistatori fu quello di creare le strutture del nuovo Stato: amministrative, finanziarie, feudali, religiose, approfittando, anzi sfruttando le competenze delle varie etnie presenti nell’isola al momento della conquista. L’età normanna in Sicilia significò un irripetibile momento magico, per le conquiste e per le creazioni artistiche e letterarie. Il nuovo regno, fu considerato modello senza uguali tra gli stati europei di quei secoli: una dinastia normanna che affondava le sue radici nella Francia settentrionale, era riuscita, in un tempo relativamente breve, a governare culture tra loro molto diverse; latini, greci, ebrei e saraceni condividevano, nel rispetto delle religioni e delle tradizioni, un suolo comune secondo l’amministrazione normanna. L’arte e l’architettura arabo-normanna furono, per tutto il 1100, un vivace fenomeno culturale. Testimonianze di questo periodo sono Palermo, Monreale, Cefalù, Messina, Piazza Armerina.
Gli Spagnoli
Nel 1409 la Sicilia entrò a far parte del Regno spagnolo: per quasi quattrocento anni si susseguirono le dinastie degli angioini, degli aragonesi e dei borboni. Quest’ultimi diedero vita al “Regno delle Due Sicilie” (Sicilia e Campania) che, in un’Europa dilaniata dall’era Napoleonica, si presentava come uno dei più floridi.
In Sicilia le coordinate della storia universale hanno trovato un insostituibile punto d’incontro. Le dominazioni di popoli che si sono succedute nei secoli hanno contaminato con i loro usi, costumi e tradizioni la cultura siciliana, dando così origine ad un patrimonio unico dell’area del Mediterraneo.




