Destinazione Sicilia

Ciccio Sultano, a 2-star Michelin chef who makes Ibla flavouring of Sicily

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Una nuova sfida che accetto con entusiasmo. Si tratta di una nuova avventura imprenditoriale che ha come obiettivo quello di offrire ai miei clienti un’altra occasione per mangiare prodotti di alta qualità. Ci concentreremo molto sul pane ed i lievitati perché anche in questo campo, la Sicilia ci offre occasioni meravigliose che vogliamo cogliere e sfruttare”. Con queste parole lo chef due stelle Michelin Ciccio Sultano commenta la prossima apertura di una boutique del pane nel cuore di Ragusa Ibla. Il nuovo locale di Sultano si troverà in via dell’Orfanotrofio nei bassi del palazzo Di Quattro, splendida costruzione barocca, realizzata dal duca Arezzi di San Filippo.

Ieri un antica stalla di puledri, domani raffinata panetteria dove gustare i prodotti a lievitazione naturale della nostra terra. Pane fatto con grani selezionati, prodotti di alta gastronomia e piatti pronti – anche vegan – preparati dallo staff di Sultano, coordinati dal suo sous chef, Peppe Cannistrà. Per gustare un pranzo completo basterà un budget tra i 16 ed i 35 euro. Una cucina semplice, ma di matrice gourmand, senza dimenticare la selezione delle materie prime, sempre di prima scelta. Sultano si dividerà tra il ristorante “Il Duomo”  – sempre ad Ibla – e il nuovo locale, che sarà adibito anche a sala per eventi tenuti da artisti locali.

Un’azione commerciale che sa di strategia “glocal”. Ciccio Sultano annuncia infatti future collaborazioni internazionali con panettieri italiani all’estero per attivare dei gemellaggi che garantiscano l’export dei nostri prodotti locali per una rimpolpata notorietà gastronomica. 

Eccellenze siciliane che continuano a far parlare di sé.

Una nuova sfida che accetto con entusiasmo. Si tratta di una nuova avventura imprenditoriale che ha come obiettivo quello di offrire ai miei clienti un’altra occasione per mangiare prodotti di alta qualità. Ci concentreremo molto sul pane ed i lievitati perché anche in questo campo, la Sicilia ci offre occasioni meravigliose che vogliamo cogliere e sfruttare”. Con queste parole lo chef due stelle Michelin Ciccio Sultano commenta la prossima apertura di una boutique del pane nel cuore di Ragusa Ibla. Il nuovo locale di Sultano si troverà in via dell’Orfanotrofio nei bassi del palazzo Di Quattro, splendida costruzione barocca, realizzata dal duca Arezzi di San Filippo.

Ieri un antica stalla di puledri, domani raffinata panetteria dove gustare i prodotti a lievitazione naturale della nostra terra. Pane fatto con grani selezionati, prodotti di alta gastronomia e piatti pronti – anche vegan – preparati dallo staff di Sultano, coordinati dal suo sous chef, Peppe Cannistrà. Per gustare un pranzo completo basterà un budget tra i 16 ed i 35 euro. Una cucina semplice, ma di matrice gourmand, senza dimenticare la selezione delle materie prime, sempre di prima scelta. Sultano si dividerà tra il ristorante “Il Duomo”  – sempre ad Ibla – e il nuovo locale, che sarà adibito anche a sala per eventi tenuti da artisti locali.

Un’azione commerciale che sa di strategia “glocal”. Ciccio Sultano annuncia infatti future collaborazioni internazionali con panettieri italiani all’estero per attivare dei gemellaggi che garantiscano l’export dei nostri prodotti locali per una rimpolpata notorietà gastronomica. 

Eccellenze siciliane che continuano a far parlare di sé.

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Modica wins the award ‘Best Beer of the 2015’

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È siciliana, made in Modica, la birra dell’anno 2015. Il birrificio Tarì di Modica (Ragusa), ha vinto al Beer Attraction alla Fiera di Rimini nella sezione “spezie e cereali, alta e bassa fermentazione” insieme ad altri due produttori italiani tra le 800 birre in concorso valutate da ben 42 giudici italiani e stranieri. Il concorso, indetto da Unionbirrai e giunto alla sua decima edizione, premia le migliori produzioni artigianali Made in Italy e quest’anno ha riconosciuto il primato del settore alla Sicilia

La Trisca, la birra che ha meritato il riconoscimento, già si era guadagnata un posto nella Guida alle Birre d’Italia 2015 Slow food nella categoria “Birra Quotidiana”, e nasce dalla collaborazione tra Birra Tarì e il maestro pasticcere del Caffè Sicilia di Noto Corrado Assenza, a cui va un espresso ringraziamento da parte dei vincitori: “Un ringraziamento speciale a Corrado Assenza del Caffè Sicilia di Noto, per l’amore e la passione che, mettendo nel suo lavoro, da buon Maestro ci ha insegnato a mettere nel nostro.

I sacrifici dati dal duro lavoro, dalla perseveranza e dallo studio attento primo o poi vengono sempre ripagati – affermano Fabio e Luca del birrificio Tarì e continuano – Siamo partiti con spirito pioneristico e tanta umiltà ma non avremmo mai immaginato che in così breve tempo avremmo potuto accedere a simili riconoscimenti nazionali ed internazionali provenienti da una giuria altamente qualificata“.

Il birrificio artigianale Tarì – concludono – diventa sempre più nazionale ed il lavoro sempre più impegnativo. Insomma nuove sfide con nuovi più prestigiosi traguardi». 

Un brindisi alla vittoria siciliana!

 

È siciliana, made in Modica, la birra dell’anno 2015. Il birrificio Tarì di Modica (Ragusa), ha vinto al Beer Attraction alla Fiera di Rimini nella sezione “spezie e cereali, alta e bassa fermentazione” insieme ad altri due produttori italiani tra le 800 birre in concorso valutate da ben 42 giudici italiani e stranieri. Il concorso, indetto da Unionbirrai e giunto alla sua decima edizione, premia le migliori produzioni artigianali Made in Italy e quest’anno ha riconosciuto il primato del settore alla Sicilia

La Trisca, la birra che ha meritato il riconoscimento, già si era guadagnata un posto nella Guida alle Birre d’Italia 2015 Slow food nella categoria “Birra Quotidiana”, e nasce dalla collaborazione tra Birra Tarì e il maestro pasticcere del Caffè Sicilia di Noto Corrado Assenza, a cui va un espresso ringraziamento da parte dei vincitori: “Un ringraziamento speciale a Corrado Assenza del Caffè Sicilia di Noto, per l’amore e la passione che, mettendo nel suo lavoro, da buon Maestro ci ha insegnato a mettere nel nostro.

I sacrifici dati dal duro lavoro, dalla perseveranza e dallo studio attento primo o poi vengono sempre ripagati – affermano Fabio e Luca del birrificio Tarì e continuano – Siamo partiti con spirito pioneristico e tanta umiltà ma non avremmo mai immaginato che in così breve tempo avremmo potuto accedere a simili riconoscimenti nazionali ed internazionali provenienti da una giuria altamente qualificata“.

Il birrificio artigianale Tarì – concludono – diventa sempre più nazionale ed il lavoro sempre più impegnativo. Insomma nuove sfide con nuovi più prestigiosi traguardi». 

Un brindisi alla vittoria siciliana!

 

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Restyling for the Sheraton Catania Hotel: design, green, digital and more

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Lo Sheraton Catania Hotel & Conference Center è pronto ad accogliere i suoi ospiti in una cornice rinnovata. Il progetto di ristrutturazione intrapreso dall’hotel e giunto quasi alla definizione degli ultimi dettagli si pone l’obiettivo di elevare gli standard dell’esperienza di soggiorno del turista e investe sulla customer satisfaction nella sua rinvigorita strategia di marketing.

Dal design e gli arredi ai sistemi di sicurezza interna, dall’accessibilità e l’abbattimento delle barriere architettoniche e sociali all’eco-sostenibilità, l’Hotel non tralascia alcun dettaglio per confezionare un prodotto esclusivo nell’offerta ricettiva siciliana, senza dimenticare di correre al passo con la digitalizzazione.

Via la moquette e spazio al parquet per oltre 30 camere dell’hotel, sensibile alle richieste dei turisti più esigenti, con note di colore e complementi d’arredo rinnovati per un’estetica che vuole la sua parte. Sicurezza ed eco-sostenibilità valorizzate, con sistemi più avanzati per garantire la prima e dotazioni a risparmio energetico per rispettare i principi green della seconda.

Altresì, cinque nuove camere attrezzate per disabili potenzieranno l’offerta nell’ottica dell’accessibilità. Accessibilità architettonica, ma anche sociale, alla luce del programma Alimentazione fuori porta che lo Sheraton Catania Hotel intende offrire ai suoi ospiti con l’adeguamento delle proposte in menù per coloro che soffrono di intolleranze alimentari.

Completa il portafoglio dei nuovi servizi Sheraton Catania il rinnovato sito web e la potenziata rete wi-fi a disposizione di tutte le aree dell’Hotel.

 

Lo Sheraton Catania Hotel & Conference Center è pronto ad accogliere i suoi ospiti in una cornice rinnovata. Il progetto di ristrutturazione intrapreso dall’hotel e giunto quasi alla definizione degli ultimi dettagli si pone l’obiettivo di elevare gli standard dell’esperienza di soggiorno del turista e investe sulla customer satisfaction nella sua rinvigorita strategia di marketing.

Dal design e gli arredi ai sistemi di sicurezza interna, dall’accessibilità e l’abbattimento delle barriere architettoniche e sociali all’eco-sostenibilità, l’Hotel non tralascia alcun dettaglio per confezionare un prodotto esclusivo nell’offerta ricettiva siciliana, senza dimenticare di correre al passo con la digitalizzazione.

Via la moquette e spazio al parquet per oltre 30 camere dell’hotel, sensibile alle richieste dei turisti più esigenti, con note di colore e complementi d’arredo rinnovati per un’estetica che vuole la sua parte. Sicurezza ed eco-sostenibilità valorizzate, con sistemi più avanzati per garantire la prima e dotazioni a risparmio energetico per rispettare i principi green della seconda.

Altresì, cinque nuove camere attrezzate per disabili potenzieranno l’offerta nell’ottica dell’accessibilità. Accessibilità architettonica, ma anche sociale, alla luce del programma Alimentazione fuori porta che lo Sheraton Catania Hotel intende offrire ai suoi ospiti con l’adeguamento delle proposte in menù per coloro che soffrono di intolleranze alimentari.

Completa il portafoglio dei nuovi servizi Sheraton Catania il rinnovato sito web e la potenziata rete wi-fi a disposizione di tutte le aree dell’Hotel.

 

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The Festival of St. Agatha, 3rd – 6th February 2015, the sacred and folkloristic face of Catania

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Catania è in festa! Dal 3 al 6 Febbraio la città si anima per festeggiare la Santa Patrona della città, S. Agata, le cui celebrazioni sono note in tutto il mondo per la spettacolarità del folklore che le caratterizza da secoli.

La festa di S. Agata inizia ufficialmente il 3 febbraio con l’offerta delle candele durante una processione nota come “della luminaria”, che parte dalla Chiesa di S. Agata alla Fornace e si conclude in Cattedrale, per concludere la giornata con lo spettacolo pirotecnico della suggestiva Piazza Duomo. Alla processione per la raccolta della cera partecipano le maggiori autorità religiose, civili e militari. Due carrozze settecentesche, che un tempo appartenevano al senato che governava la città, e undici “candelore”, grossi ceri rappresentativi delle corporazioni o dei mestieri, vengono portate in corteo, ammirate da fedeli e curiosi.

Il secondo giorno della festa – il 4 febbraio – dalle 6.00 del mattino prende inizio il programma di attività che affollano la giornata. Tre differenti chiavi, custodite dal tesoriere, dal cerimoniere e dal priore del capitolo della Cattedrale, vengono usate per aprire il cancello di ferro che custodisce le reliquie della Patrona di Catania. Il busto della Santa, rivestito di oro e gemme preziose, viene issato sul fercolo rinascimentale – in dialetto siciliano “a vara” – foderato di velluto rosso, a simboleggiare il colore del sangue del martirio, o il colore dei re. La solenne “Messa dell’Aurora”, celebrata da S.E. Mons. Arcivescovo, dà il buongiorno alla Santa ed apre la processione per le strade della città, annunciata dagli spari a festa.

I luoghi del martirio e delle vicende della vita della Santa vengono ripercorsi in un’intera giornata votiva: dal duomo alla sosta alla “marina”, fino alla colonna della peste che ricorda il miracolo compiuto dalla Santa nel 1743, quando Catania venne protetta dall’epidemia. I fedeli devoti indossano il tradizionale “sacco bianco”, un camice votivo di tela che copre il corpo fino alle caviglia, stretto in vita da un cordoncino, un berretto di velluto nero, guanti bianchi e un fazzoletto bianco da sventolare durante la celebrazione. In oltre quattromila seguono il fercolo per le strade rispondendo “Cettu, Cettu” al grido “Siete tutti devoti tutti?” che rimbomba per le vie cittadine riunendo tutti in un abbraccio comune.

Il terzo giorno, il 5 febbraio, giorno di Sant’Agata, inizia con il pontificale che apre la processione che si snoda attraverso altri luoghi “interni” della città.  Il momento più atteso è il passaggio per la via di San Giuliano, il punto più pericoloso della processione per la sua pendenza. Una prova di coraggio per i “cittadini”, interpretata – a seconda dell’esito della salita – come un segno celeste di buono o cattivo auspicio per l’intero anno. All’alba del giorno 6, il fercolo con le reliquie giunge in via Crociferi. E’ il momento in cui la Santa saluta la città prima della conclusione dei festeggiamenti. Per tutta la notte la folla di cittadini ha sfidato le basse temperature gridando “Viva Sant’Agata”, in un momento intriso di spiritualità. In una pausa di silenzio, ecco levarsi il canto delle monache di clausura, angelico e soave. I fuochi artificiali del 6 febbraio chiudono ufficialmente la celebrazione con il rientro del fercolo in Cattedrale.

Come non avere voglia di lasciarsi catturare dalla magica atmosfera delle festività agatine?

 

Catania è in festa! Dal 3 al 6 Febbraio la città si anima per festeggiare la Santa Patrona della città, S. Agata, le cui celebrazioni sono note in tutto il mondo per la spettacolarità del folklore che le caratterizza da secoli.

La festa di S. Agata inizia ufficialmente il 3 febbraio con l’offerta delle candele durante una processione nota come “della luminaria”, che parte dalla Chiesa di S. Agata alla Fornace e si conclude in Cattedrale, per concludere la giornata con lo spettacolo pirotecnico della suggestiva Piazza Duomo. Alla processione per la raccolta della cera partecipano le maggiori autorità religiose, civili e militari. Due carrozze settecentesche, che un tempo appartenevano al senato che governava la città, e undici “candelore”, grossi ceri rappresentativi delle corporazioni o dei mestieri, vengono portate in corteo, ammirate da fedeli e curiosi.

Il secondo giorno della festa – il 4 febbraio – dalle 6.00 del mattino prende inizio il programma di attività che affollano la giornata. Tre differenti chiavi, custodite dal tesoriere, dal cerimoniere e dal priore del capitolo della Cattedrale, vengono usate per aprire il cancello di ferro che custodisce le reliquie della Patrona di Catania. Il busto della Santa, rivestito di oro e gemme preziose, viene issato sul fercolo rinascimentale – in dialetto siciliano “a vara” – foderato di velluto rosso, a simboleggiare il colore del sangue del martirio, o il colore dei re. La solenne “Messa dell’Aurora”, celebrata da S.E. Mons. Arcivescovo, dà il buongiorno alla Santa ed apre la processione per le strade della città, annunciata dagli spari a festa.

I luoghi del martirio e delle vicende della vita della Santa vengono ripercorsi in un’intera giornata votiva: dal duomo alla sosta alla “marina”, fino alla colonna della peste che ricorda il miracolo compiuto dalla Santa nel 1743, quando Catania venne protetta dall’epidemia. I fedeli devoti indossano il tradizionale “sacco bianco”, un camice votivo di tela che copre il corpo fino alle caviglia, stretto in vita da un cordoncino, un berretto di velluto nero, guanti bianchi e un fazzoletto bianco da sventolare durante la celebrazione. In oltre quattromila seguono il fercolo per le strade rispondendo “Cettu, Cettu” al grido “Siete tutti devoti tutti?” che rimbomba per le vie cittadine riunendo tutti in un abbraccio comune.

Il terzo giorno, il 5 febbraio, giorno di Sant’Agata, inizia con il pontificale che apre la processione che si snoda attraverso altri luoghi “interni” della città.  Il momento più atteso è il passaggio per la via di San Giuliano, il punto più pericoloso della processione per la sua pendenza. Una prova di coraggio per i “cittadini”, interpretata – a seconda dell’esito della salita – come un segno celeste di buono o cattivo auspicio per l’intero anno. All’alba del giorno 6, il fercolo con le reliquie giunge in via Crociferi. E’ il momento in cui la Santa saluta la città prima della conclusione dei festeggiamenti. Per tutta la notte la folla di cittadini ha sfidato le basse temperature gridando “Viva Sant’Agata”, in un momento intriso di spiritualità. In una pausa di silenzio, ecco levarsi il canto delle monache di clausura, angelico e soave. I fuochi artificiali del 6 febbraio chiudono ufficialmente la celebrazione con il rientro del fercolo in Cattedrale.

Come non avere voglia di lasciarsi catturare dalla magica atmosfera delle festività agatine?

 

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Catania, Palermo and Taormina in the Top20 list of the most visited cities

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Quali sono state le città italiane più visitate dai turisti stranieri nel 2014? Secondo l’Hotel Price Index annualmente calcolato da Hotels.com, nella classifica delle Top 20 figurano con piacevole sorpresa ben tre città siciliane: Catania, in diciannovesima posizione, Palermo, 11esima, e Taormina, 15esima. La classifica completa: 1. Roma; 2. Venezia; 3. Milano; 4. Firenze; 5. Sorrento; 6. Bologna; 7. Napoli; 8. Verona; 9. Pisa; 10. Alghero; 11. Palermo; 12. Torino; 13. Genova; 14. Rimini; 15. Taormina; 16. Positano; 17. Siena; 18. Sirmione; 19. Catania; 20. Garda.

Gli italiani, invece, tra le loro destinazioni estere hanno premiato Parigi, che continua a sedurre turisti da tutto il mondo, seguita da New York e Londra. Quarto posto per Barcellona, seguita da Berlino, Amsterdam, Vienna, Monaco di Baviera, Miami e Istanbul.  Tanta Europa nella Top 20. A seguire troviamo, infatti, Praga, Madrid Bruxelles, Budapest e Lisbona. Un’apertura al resto del mondo si ha con il posizionamento in classifica di Las Vegas, Los Angeles, San Francisco e Tokyo.

Quali sono state le città italiane più visitate dai turisti stranieri nel 2014? Secondo l’Hotel Price Index annualmente calcolato da Hotels.com, nella classifica delle Top 20 figurano con piacevole sorpresa ben tre città siciliane: Catania, in diciannovesima posizione, Palermo, 11esima, e Taormina, 15esima. La classifica completa: 1. Roma; 2. Venezia; 3. Milano; 4. Firenze; 5. Sorrento; 6. Bologna; 7. Napoli; 8. Verona; 9. Pisa; 10. Alghero; 11. Palermo; 12. Torino; 13. Genova; 14. Rimini; 15. Taormina; 16. Positano; 17. Siena; 18. Sirmione; 19. Catania; 20. Garda.

Gli italiani, invece, tra le loro destinazioni estere hanno premiato Parigi, che continua a sedurre turisti da tutto il mondo, seguita da New York e Londra. Quarto posto per Barcellona, seguita da Berlino, Amsterdam, Vienna, Monaco di Baviera, Miami e Istanbul.  Tanta Europa nella Top 20. A seguire troviamo, infatti, Praga, Madrid Bruxelles, Budapest e Lisbona. Un’apertura al resto del mondo si ha con il posizionamento in classifica di Las Vegas, Los Angeles, San Francisco e Tokyo.

 

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