Monthly: May 2015

ICCA Ranking, Paris and Madrid at the top for congresses

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Vienna perde la corona. Dopo 8 anni ai vertici della classifica delle città congressuali, Vienna cede il posto a Parigi e scivola in terza posizione nel ranking internazionale dei congressi associativi. A diffondere questo dato è l’ultimo rapporto ICCA – International Congress and Convention Association – frutto della raccolta ed elaborazione dati annualmente condotta dall’associazione per monitorare il comparto congressuale internazionale, con trend storici e nuove tendenze.

La classifica non presenta variazioni di rilievo rispetto allo scorso anno. Misura i congressi associativi con più di 50 partecipanti di provenienza internazionale che siano soggetti al principio della rotazione delle destinazioni fra almeno 3 diversi paesi. Essendo alimentata dai dati inviati dai convention bureau e centri congressi soci ICCA, la classifica non si fonda su dati generalizzabili e pertanto non ha valore statistico ufficiale, ma mira a fornire un quadro di indirizzo orientativo per il settore, mappando i benchmark del comparto a livello mondiale.

Aumentato il numero di congressi associativi internazionali con 11.685 congressi nel 2013 rispondenti ai requisiti richiesti, 535 in più rispetto a quelli rilevati nel 2012. “Il mercato dei congressi associativi si conferma solido e affidabile – ha commentato il CEO di ICCA Martin Sirk e ha continuato – Ritengo quindi che per destinazioni, sedi per eventi e agenzie includere le associazioni internazionali nelle proprie strategie di marketing debba essere una priorità”.

204 sono valsi il primato a Parigi per il 2013, seguita da Madrid con 186 congressi (salita di due posti) e da Vienna, scesa al terzo posto con 182 congressi. Ancora, Barcellona (+1 posizione), Berlino (-2 posizioni), Singapore (stabile), Londra (-1 posizione), Istanbul (+1 posizione) e Lisbona e Seoul, nuove nella top ten. La top ten snobba le città italiane, tre la quali spicca Roma, salita quest’anno al 19° posto in classifica con un +1. 

A livello “Paese”, primi in classifica gli Stati Uniti (che non vantano città nella rispettiva top20) con 829 congressi, seguiti da Germania (722) e Spagna (562), stabili in classifica, ma meno distanti dalla best practice americana rispetto all’anno passato. Francia adesso quarta, mentre il Regno Unito è al quinto postoStabile l’Italia che mantiene  un bel 6° posto, nonostante non vanti città nella top10 precedente. La polarizzazione dell’offerta congressuale di Paesi come l’Austria attorno a due soli punti focali (Vienna, ad esempio) rispetto alla frammentazione dell’offerta congressuale italiana in tanti piccoli poli sul territorio giustifica la discrepanza nei posizionamenti in classifica dei due Paesi, non corrisposti dagli stessi posizionamenti a “livello città”.

Chiudono la top10 Paese il Giappone, settimo, la Cina, ottava, e Brasile e Olanda, al nono e decimo posto.

Fonte: ICCAVienna perde la corona. Dopo 8 anni ai vertici della classifica delle città congressuali, Vienna cede il posto a Parigi e scivola in terza posizione nel ranking internazionale dei congressi associativi. A diffondere questo dato è l’ultimo rapporto ICCA – International Congress and Convention Association – frutto della raccolta ed elaborazione dati annualmente condotta dall’associazione per monitorare il comparto congressuale internazionale, con trend storici e nuove tendenze.

La classifica non presenta variazioni di rilievo rispetto allo scorso anno. Misura i congressi associativi con più di 50 partecipanti di provenienza internazionale che siano soggetti al principio della rotazione delle destinazioni fra almeno 3 diversi paesi. Essendo alimentata dai dati inviati dai convention bureau e centri congressi soci ICCA, la classifica non si fonda su dati generalizzabili e pertanto non ha valore statistico ufficiale, ma mira a fornire un quadro di indirizzo orientativo per il settore, mappando i benchmark del comparto a livello mondiale.

Aumentato il numero di congressi associativi internazionali con 11.685 congressi nel 2013 rispondenti ai requisiti richiesti, 535 in più rispetto a quelli rilevati nel 2012. “Il mercato dei congressi associativi si conferma solido e affidabile – ha commentato il CEO di ICCA Martin Sirk e ha continuato – Ritengo quindi che per destinazioni, sedi per eventi e agenzie includere le associazioni internazionali nelle proprie strategie di marketing debba essere una priorità”.

204 sono valsi il primato a Parigi per il 2013, seguita da Madrid con 186 congressi (salita di due posti) e da Vienna, scesa al terzo posto con 182 congressi. Ancora, Barcellona (+1 posizione), Berlino (-2 posizioni), Singapore (stabile), Londra (-1 posizione), Istanbul (+1 posizione) e Lisbona e Seoul, nuove nella top ten. La top ten snobba le città italiane, tre la quali spicca Roma, salita quest’anno al 19° posto in classifica con un +1. 

A livello “Paese”, primi in classifica gli Stati Uniti (che non vantano città nella rispettiva top20) con 829 congressi, seguiti da Germania (722) e Spagna (562), stabili in classifica, ma meno distanti dalla best practice americana rispetto all’anno passato. Francia adesso quarta, mentre il Regno Unito è al quinto postoStabile l’Italia che mantiene  un bel 6° posto, nonostante non vanti città nella top10 precedente. La polarizzazione dell’offerta congressuale di Paesi come l’Austria attorno a due soli punti focali (Vienna, ad esempio) rispetto alla frammentazione dell’offerta congressuale italiana in tanti piccoli poli sul territorio giustifica la discrepanza nei posizionamenti in classifica dei due Paesi, non corrisposti dagli stessi posizionamenti a “livello città”.

Chiudono la top10 Paese il Giappone, settimo, la Cina, ottava, e Brasile e Olanda, al nono e decimo posto.

Fonte: ICCA

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Unicredit 4 Tourism, what’s up?

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La Sicilia è al nono posto in Italia per numero di esercizi turistici, numero di letti totali e di presenze turistiche complessive (dati 2013). Lo ha rivelato UniCredit nel Rapporto sul Turismo 2015 realizzato in collaborazione con il Touring Club Italiano.

Nel quinquennio 2008-2013 l’Isola è cresciuta in termini di letti totali del 9,4%, rispetto all’1,7% di media italiana. Un contributo del 5% in termini di valore aggiunto all’economia regionale, dando lavoro al 8,7% del totale occupati della Sicilia.

È quanto è emerso durante la tappa siciliana di ‘UniCredit 4 Tourism’, programma della Banca dedicato al turismo, cui hanno partecipato Roberto Cassata, responsabile settore pubblico e sviluppo del territorio Sicilia di UniCredit; Gianni Chelo, regional manager Sicilia di UniCredit; Ornella Laneri, ceo sheraton Catania Hotel; Cleo Li Calzi, assessore regionale al Turismo; Patrizia Rapisarda, general manager Pr Incentives; Mario Romanelli, strategy manager Travel Appeal; Vincenzo Tumminello, presidente Sicilia Convention Bureau.

Il turismo – ha detto Chelo – ha un peso totale pari all’8% dell’export complessivo del nostro Paese, in terza posizione dopo il tessile/abbigliamento e i mezzi di trasporto. La Sicilia ha un significativo grado di internazionalità per quello che riguarda il turismo: il 49,3% delle presenze turistiche totali in regione è straniero, con la Francia al primo posto, seguita da Germania e Regno Unito. Abbiamo fra le mani un brand senza uguali nel mondo, un patrimonio dalle infinite potenzialità. Come banca, UniCredit si impegna oggi, con questo nuovo programma, a sostenere gli operatori del settore affinché migliorino la propria offerta di accoglienza, con una progettualità articolata e completa che non si limita al solo sostegno finanziario. Puntiamo ad acquisire 2.700 nuovi clienti in Sicilia entro il 2018“.

 

Fonte: TravelnostopLa Sicilia è al nono posto in Italia per numero di esercizi turistici, numero di letti totali e di presenze turistiche complessive (dati 2013). Lo ha rivelato UniCredit nel Rapporto sul Turismo 2015 realizzato in collaborazione con il Touring Club Italiano.

Nel quinquennio 2008-2013 l’Isola è cresciuta in termini di letti totali del 9,4%, rispetto all’1,7% di media italiana. Un contributo del 5% in termini di valore aggiunto all’economia regionale, dando lavoro al 8,7% del totale occupati della Sicilia.

È quanto è emerso durante la tappa siciliana di ‘UniCredit 4 Tourism’, programma della Banca dedicato al turismo, cui hanno partecipato Roberto Cassata, responsabile settore pubblico e sviluppo del territorio Sicilia di UniCredit; Gianni Chelo, regional manager Sicilia di UniCredit; Ornella Laneri, ceo sheraton Catania Hotel; Cleo Li Calzi, assessore regionale al Turismo; Patrizia Rapisarda, general manager Pr Incentives; Mario Romanelli, strategy manager Travel Appeal; Vincenzo Tumminello, presidente Sicilia Convention Bureau.

Il turismo – ha detto Chelo – ha un peso totale pari all’8% dell’export complessivo del nostro Paese, in terza posizione dopo il tessile/abbigliamento e i mezzi di trasporto. La Sicilia ha un significativo grado di internazionalità per quello che riguarda il turismo: il 49,3% delle presenze turistiche totali in regione è straniero, con la Francia al primo posto, seguita da Germania e Regno Unito. Abbiamo fra le mani un brand senza uguali nel mondo, un patrimonio dalle infinite potenzialità. Come banca, UniCredit si impegna oggi, con questo nuovo programma, a sostenere gli operatori del settore affinché migliorino la propria offerta di accoglienza, con una progettualità articolata e completa che non si limita al solo sostegno finanziario. Puntiamo ad acquisire 2.700 nuovi clienti in Sicilia entro il 2018“.

 

Fonte: Travelnostop

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Sicilia Convention Bureau: diffusi i dati dell’Osservatorio Congressuale Siciliano 2014

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Il 2014 si è rivelato un anno significativo per il congressuale siciliano, nonostante le criticità della destinazione, a partire dai deboli collegamenti aerei con mercati target importanti e la scarsa competitività sul fronte prezzi di cui la Sicilia risente nell’arena internazionale». Lo afferma Vincenzo Tumminello, presidente del Sicilia Convention Bureau, che dichiara «La crescita del 61% nel numero di eventi registrati ci rende soddisfatti della partecipazione degli operatori della filiera alla raccolta e mappatura degli eventi siciliani di cui siamo promotori”.

 

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Sicily warms Frankfurt: come and visit us at IMEX from May 19 to 21

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Dal 19 al 21 Maggio p.v. Sicilia Convention Bureau incontrerà i buyer della meeting industry internazionale ad uno degli appuntamenti fieristici più attesi dai professionisti del settore. IMEX Francoforte accoglierà il Convention Bureau anche quest’anno presso lo stand della Regione Sicilia, al D240.

Non solo business, ma trionfo dell’intrattenimento enogastronomico per l’appuntamento di Francoforte. La Regione Sicilia e Sicilia Convention Bureau il 18 maggio daranno il benvenuto ai buyer in Fiera proponendo l’accattivante format del Sicily Happy Hour, ideato da SCB,  che si terrà presso la Trattoria I Siciliani dalle 18.30 alle 21.00 tra networking e presentazione delle bellezze siciliane. Chi volesse partecipare all’aperitivo made in Sicily può farlo segnalando la partecipazione ad info@siciliaconvention.com. Oltre all’happy hour di benvenuto ai buyer, un angolo dedicato alla degustazione delle prelibatezze della cucina siciliana sarà previsto il 19 Maggio dalle 17.00 alle 18.00 negli spazi dello stand regionale.

In questa atmosfera festosa, Sicilia Convention Bureau, insieme ad altri 25 operatori MICE tra le eccellenze siciliane nell’hotellerie e nell’organizzazione di eventi, rappresenterà la destinazione Sicilia proponendo un’offerta congressuale sempre più al centro delle strategie di valorizzazione turistica della Regione Sicilia.

Quello congressuale rappresenta un segmento che ha enormi potenzialità di crescita in Sicilia ed un valore aggiunto assai consistente, su cui stiamo puntando in modo deciso. Proporremo un approccio innovativo che valorizzi la filiera e l’opportunità di utilizzare non solo le strutture congressuali esistenti, ma anche tante altre prestigiosissime location che distinguono l’offerta dell’Isola”. Con queste dichiarazioni l’Assessore al Turismo della Regione Sicilia, Cleo Li Calzi, manifestava lo scorso mese la condivisione del rilancio del comparto congressuale a cui Sicilia Convention Bureau lavora dal 2009.

Di trend e potenzialità del segmento congressuale si parlerà in occasione della conferenza stampa indetta dalla Regione Sicilia in occasione della Fiera di Francoforte alla quale prenderà parte anche  Sicilia Convention Bureau.

Dal 19 al 21 Maggio p.v. Sicilia Convention Bureau incontrerà i buyer della meeting industry internazionale ad uno degli appuntamenti fieristici più attesi dai professionisti del settore. IMEX Francoforte accoglierà il Convention Bureau anche quest’anno presso lo stand della Regione Sicilia, al D240.

Non solo business, ma trionfo dell’intrattenimento enogastronomico per l’appuntamento di Francoforte. La Regione Sicilia e Sicilia Convention Bureau il 18 maggio daranno il benvenuto ai buyer in Fiera proponendo l’accattivante format del Sicily Happy Hour, ideato da SCB,  che si terrà presso la Trattoria I Siciliani dalle 18.30 alle 21.00 tra networking e presentazione delle bellezze siciliane. Chi volesse partecipare all’aperitivo made in Sicily può farlo segnalando la partecipazione ad info@siciliaconvention.com. Oltre all’happy hour di benvenuto ai buyer, un angolo dedicato alla degustazione delle prelibatezze della cucina siciliana sarà previsto il 19 Maggio dalle 17.00 alle 18.00 negli spazi dello stand regionale.

In questa atmosfera festosa, Sicilia Convention Bureau, insieme ad altri 25 operatori MICE tra le eccellenze siciliane nell’hotellerie e nell’organizzazione di eventi, rappresenterà la destinazione Sicilia proponendo un’offerta congressuale sempre più al centro delle strategie di valorizzazione turistica della Regione Sicilia.

Quello congressuale rappresenta un segmento che ha enormi potenzialità di crescita in Sicilia ed un valore aggiunto assai consistente, su cui stiamo puntando in modo deciso. Proporremo un approccio innovativo che valorizzi la filiera e l’opportunità di utilizzare non solo le strutture congressuali esistenti, ma anche tante altre prestigiosissime location che distinguono l’offerta dell’Isola”. Con queste dichiarazioni l’Assessore al Turismo della Regione Sicilia, Cleo Li Calzi, manifestava lo scorso mese la condivisione del rilancio del comparto congressuale a cui Sicilia Convention Bureau lavora dal 2009.

Di trend e potenzialità del segmento congressuale si parlerà in occasione della conferenza stampa indetta dalla Regione Sicilia in occasione della Fiera di Francoforte alla quale prenderà parte anche  Sicilia Convention Bureau.

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Meeting industry, how did Sicily perform in 2014? The report from Sicilia Convention Bureau

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Il 2014 si è rivelato un anno significativo per il congressuale siciliano, nonostante le criticità della destinazione, a partire dai deboli collegamenti aerei con mercati target importanti e la scarsa competitività sul fronte prezzi di cui la Sicilia risente nell’arena internazionale” – afferma Vincenzo Tumminello, Presidente del Sicilia Convention Bureau, e continua – “La crescita del 61% nel numero di eventi registrati ci rende soddisfatti della partecipazione degli operatori della filiera alla raccolta e mappatura degli eventi siciliani di cui siamo promotori. Ancora la strada da percorrere è lunga e alcune mete siciliane sono meno rappresentate di altre nel quadro generale dell’isola – le province di Enna e Caltanissetta stanno ancora nelle retrovie, mentre Catania e Palermo guidano le fila congressuali siciliane – ma il rinnovato interesse verso il settore manifestato anche dall’Assessorato Turismo della Regione Sicilia ci rende fiduciosi di una svolta sempre più vicina”.

Le dichiarazioni di Tumminello fanno da cornice alla presentazione dei dati dell’Osservatorio Congressuale Siciliano 2014, quarta edizione della ricerca realizzata da Sicilia Convention Bureau in collaborazione con UniCredit, che ha aperto i lavori della consueta Master Class, rivolta agli operatori della meeting industry, quest’anno dedicata alla comunicazione come leva per il business e chiave per aprire le porte alla MICE NEW ERA, da qui il nome dell’evento 2015.

La quarta edizione dell’Osservatorio Congressuale Siciliano continua il percorso tracciato dal Sicilia Convention Bureau verso la definizione dell’identità del mercato congressuale siciliano, partendo dai numeri e il valore economico generato dal comparto attraverso un attivo coinvolgimento degli attori della filiera turistica-congressuale, interpellati per mappare la distribuzione degli eventi sul territorio siciliano.

Nel 2014 sono state censite 1.675 richieste (+61% rispetto al 2013) inserite da 111 aziende siciliane, di cui 1095 eventi confermati e 580 richieste di eventi poi non confermati, dati positivi se confrontati con il meno performante 2013.

La sede prevalentemente scelta per lo svolgimento degli eventi resta il meeting hotel (78%), seguito dalle dimore storiche e le cantine (11% del campione raccolto) e i resort congressuali (5%).

Il 34% della committenza rimane italiana nel 2014, con una rilevante quota di richieste provenienti da Belgio (24%), Inghilterra (19%), USA (12%), Francia (10%), e altri stati europei, insieme a Venezuela e Giappone, tra gli extra-europei.

Se il 45,8% degli eventi realizzati rientra nella tipologia dei meeting aziendali e il 10% nei congressi, si attesta intorno a un debole 2,8% la quota di viaggi incentive, tipologia su cui puntare nel 2015 per valorizzare destinazioni siciliane ancora oggi inesplorate dal MICE.  Il settore merceologico medico/scientifico (27%) continua a rappresentare il più significativo target di domanda, seguito dal largo consumo (14,5%), mentre pressoché assente il comparto sportivo, culturale ed enogastronomico (in media l’1%).

Maggio (21%), Giugno e Ottobre (15%) assorbono il maggior numero di richieste per eventi nel 2014, in controtendenza rispetto alla destagionalizzazione registrata lo scorso anno con un calo dal 2013 al 2014 dal 16% al 3% degli eventi svolti nel mese di gennaio.

Il trend del 2014 segnala come si sia ridotta la durata media degli eventi rispetto al 2013, con una maggiore incidenza degli eventi di un solo giorno, passata dal 51% al 68% del totale.

Cresciuti nel 2014 i piccoli eventi da 10 a 49 partecipanti (48,6%), contro un calo del 19% circa dei medi e un calo del 5,5% dei ‘grandi’ eventi fino a 600 partecipanti.

Dei 1095 eventi censiti, solo 903 eventi (pari a una stima del 20% del mercato complessivo regionale) hanno consentito di stimare l’indotto economico generato dal comparto siciliano nel 2014. 76.305 delegati per 39.525 pernottamenti hanno generato un fatturato pari a circa 16 milioni di euro, un dato relativamente contenuto se si considera che 585 eventi su 903 censiti non hanno previsto il pernottamento.

Se il 26% e il 23% circa dell’indotto generato è ricaduto rispettivamente sull’area di Catania e Palermo, è Agrigento la ‘più ricca’, con un assorbimento del 30% dell’indotto siciliano generato dal congressuale 2014.

Dati timidi ma confortanti, se si considera che – come confermato da studi internazionali di settore – l’indotto corrisponde circa a una volta il fatturato diretto; pertanto, considerato che negli anni la quota di eventi che l’Osservatorio è in grado di intercettare è stata mediamente pari a 1/5 di quelli svolti, è presumibile che insieme all’indotto il comparto congressuale siciliano possa valere circa 180/200 milioni di euro.

Ma è sui dati qualitativi che occorre porre attenzione per comprendere le ragioni delle mancate conferme che hanno ridotto il bilancio positivo siciliano 2014. Cresce il peso delle tariffe più elevate rispetto alle attese nel rifiuto della Sicilia come sede per un evento (5,3%), mentre si riduce ad appena l’1% il peso della mancanza di collegamenti diretti con la destinazione, segno che l’ampliamento delle rotte servite – soprattutto internazionali – dalle principali compagnie aeree sta riducendo il peso di uno storico punto di debolezza della destinazione.  Tra coloro che hanno specificato una motivazione alternativa nel rifiuto della destinazione Sicilia, il 15% ha indicato la scelta di una meta alternativa come ragione del ‘no’, a fronte di un 13% che non ha ricevuto riscontro alla sua richiesta.“Il 2014 si è rivelato un anno significativo per il congressuale siciliano, nonostante le criticità della destinazione, a partire dai deboli collegamenti aerei con mercati target importanti e la scarsa competitività sul fronte prezzi di cui la Sicilia risente nell’arena internazionale” – afferma Vincenzo Tumminello, Presidente del Sicilia Convention Bureau, e continua – “La crescita del 61% nel numero di eventi registrati ci rende soddisfatti della partecipazione degli operatori della filiera alla raccolta e mappatura degli eventi siciliani di cui siamo promotori. Ancora la strada da percorrere è lunga e alcune mete siciliane sono meno rappresentate di altre nel quadro generale dell’isola – le province di Enna e Caltanissetta stanno ancora nelle retrovie, mentre Catania e Palermo guidano le fila congressuali siciliane – ma il rinnovato interesse verso il settore manifestato anche dall’Assessorato Turismo della Regione Sicilia ci rende fiduciosi di una svolta sempre più vicina”.

Le dichiarazioni di Tumminello fanno da cornice alla presentazione dei dati dell’Osservatorio Congressuale Siciliano 2014, quarta edizione della ricerca realizzata da Sicilia Convention Bureau in collaborazione con UniCredit, che ha aperto i lavori della consueta Master Class, rivolta agli operatori della meeting industry, quest’anno dedicata alla comunicazione come leva per il business e chiave per aprire le porte alla MICE NEW ERA, da qui il nome dell’evento 2015.

La quarta edizione dell’Osservatorio Congressuale Siciliano continua il percorso tracciato dal Sicilia Convention Bureau verso la definizione dell’identità del mercato congressuale siciliano, partendo dai numeri e il valore economico generato dal comparto attraverso un attivo coinvolgimento degli attori della filiera turistica-congressuale, interpellati per mappare la distribuzione degli eventi sul territorio siciliano.

Nel 2014 sono state censite 1.675 richieste (+61% rispetto al 2013) inserite da 111 aziende siciliane, di cui 1095 eventi confermati e 580 richieste di eventi poi non confermati, dati positivi se confrontati con il meno performante 2013.

La sede prevalentemente scelta per lo svolgimento degli eventi resta il meeting hotel (78%), seguito dalle dimore storiche e le cantine (11% del campione raccolto) e i resort congressuali (5%).

Il 34% della committenza rimane italiana nel 2014, con una rilevante quota di richieste provenienti da Belgio (24%), Inghilterra (19%), USA (12%), Francia (10%), e altri stati europei, insieme a Venezuela e Giappone, tra gli extra-europei.

Se il 45,8% degli eventi realizzati rientra nella tipologia dei meeting aziendali e il 10% nei congressi, si attesta intorno a un debole 2,8% la quota di viaggi incentive, tipologia su cui puntare nel 2015 per valorizzare destinazioni siciliane ancora oggi inesplorate dal MICE.  Il settore merceologico medico/scientifico (27%) continua a rappresentare il più significativo target di domanda, seguito dal largo consumo (14,5%), mentre pressoché assente il comparto sportivo, culturale ed enogastronomico (in media l’1%).

Maggio (21%), Giugno e Ottobre (15%) assorbono il maggior numero di richieste per eventi nel 2014, in controtendenza rispetto alla destagionalizzazione registrata lo scorso anno con un calo dal 2013 al 2014 dal 16% al 3% degli eventi svolti nel mese di gennaio.

Il trend del 2014 segnala come si sia ridotta la durata media degli eventi rispetto al 2013, con una maggiore incidenza degli eventi di un solo giorno, passata dal 51% al 68% del totale.

Cresciuti nel 2014 i piccoli eventi da 10 a 49 partecipanti (48,6%), contro un calo del 19% circa dei medi e un calo del 5,5% dei ‘grandi’ eventi fino a 600 partecipanti.

Dei 1095 eventi censiti, solo 903 eventi (pari a una stima del 20% del mercato complessivo regionale) hanno consentito di stimare l’indotto economico generato dal comparto siciliano nel 2014. 76.305 delegati per 39.525 pernottamenti hanno generato un fatturato pari a circa 16 milioni di euro, un dato relativamente contenuto se si considera che 585 eventi su 903 censiti non hanno previsto il pernottamento.

Se il 26% e il 23% circa dell’indotto generato è ricaduto rispettivamente sull’area di Catania e Palermo, è Agrigento la ‘più ricca’, con un assorbimento del 30% dell’indotto siciliano generato dal congressuale 2014.

Dati timidi ma confortanti, se si considera che – come confermato da studi internazionali di settore – l’indotto corrisponde circa a una volta il fatturato diretto; pertanto, considerato che negli anni la quota di eventi che l’Osservatorio è in grado di intercettare è stata mediamente pari a 1/5 di quelli svolti, è presumibile che insieme all’indotto il comparto congressuale siciliano possa valere circa 180/200 milioni di euro.

Ma è sui dati qualitativi che occorre porre attenzione per comprendere le ragioni delle mancate conferme che hanno ridotto il bilancio positivo siciliano 2014. Cresce il peso delle tariffe più elevate rispetto alle attese nel rifiuto della Sicilia come sede per un evento (5,3%), mentre si riduce ad appena l’1% il peso della mancanza di collegamenti diretti con la destinazione, segno che l’ampliamento delle rotte servite – soprattutto internazionali – dalle principali compagnie aeree sta riducendo il peso di uno storico punto di debolezza della destinazione.  Tra coloro che hanno specificato una motivazione alternativa nel rifiuto della destinazione Sicilia, il 15% ha indicato la scelta di una meta alternativa come ragione del ‘no’, a fronte di un 13% che non ha ricevuto riscontro alla sua richiesta.

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